
Salemi è una città bellissima del Belice, carica di storia, cultura ed arte e crocevia di tante cose, tra cui gli intrecci tra mafia, politica, economia ed impresa, che sono poi quelli usati per governarla. Ultimamente è sempre più sotto i riflettori, complice il neo-sindaco che la portata alla ribalta.
Per decenni ai cittadini di Salemi era stato fatto credere che i potenti onesti della Sicilia fossero i cugini loro concittadini Ignazio e Nino Salvo. Stiamo parlando dei padroni delle esattorie di mezza isola, e forse di più, in grado di far cadere i Governi, di Palermo quanto quelli di Roma sopratutto quando si metteva in discussione la percetuale degli introiti per la riscossione delle tasse. I funerali dei Salvo nella chiesa matrice di Salemi, prima Nino morto di un grave male e poi Ignazio ucciso dal piombo mafioso, esattamente 16 anni fa , furono la palese dimostrazione del potere esercitato da quella famiglia in tutta la Sicilia. Oggi per la verità la regia che guida il paese è altra, è quella che si presenta col volto dello show man per eccezione della tv del reality italiano, Vittorio Sgarbi.
Lui si è fatto vedere durante la campagna elettorale qualche giorno, al resto ci ha pensato Pino Giammarinaro l’ex deputato regionale della Dc capo degli andreottiani trapanesi, eletto nel 91 con 50 mila voti e costretto poi a darsi latitante per una indagine antimafia, assolto infine perchè nel frattempo entrò in vigore il giusto processo e i pentiti che lo avevano accusato durante l’istruttoria dinanzi al Tribunale decisero di fare scena muta. Giammarinaro è stato coinvolto in tante indagini sulla sanità siciliana, per essere stato per decenni capo di una delle più ricche Usl siciliane, quella di Mazara del Vallo, e sottoposto per 4 anni alla sorveglianza speciale. Uscito quasi indenne dalla sfilza di processi che lo hanno riguardato, il suo nome finisce sempre con il comparire nei rapporti antimafia del trapanese, l’ultima volta fu nei verbali dell’ex deputato Udc di Alcamo Norino Fratello che disse di essere stato convocato da Giammarinaro per rendere merito (soldi alla mano) all’altro deputato Udc David Costa che grazie alla sua opzione gli aveva aperto nel 2001 le porte del Parlamento Regionale.
Alle ultime regionali Giammarinaro ha deciso di uscire dall’ombra e si è posto al fianco del presidente dell’Ordine dei Medici di Trapani, Pio Lo Giudice, risultato unico eletto dell’Udc trapanese all’Ars. Durante la campagna elettorale Giammarinaro non ha mai mollato Lo Giudice stando sempre al suo fianco, finendo spesso gli incontri elettorali raccontando una novella siciliana, quella dello “zio Calò” che un giorno davanti a tante persone ebbe a presentare un deputato suo amico, dandogli già dell’«ex» perchè durante il mandato non era stato al suo fianco. Lui lo aveva fatto eleggere e lui decideva di togliergli la poltrona. Così che Lo Giudice sapesse quale era la regola di fedeltà da rispettare.
Dopo le regionali nel trapanese ci sono state le amministrative, ed ecco che Giammarinaro ha preso le chiavi della città e le ha consegnate a Vittorio Sgarbi, elezioni facili facili da vincere. Da allora ad ogni iniziativa di Sgarbi che sta trasformando Salemi in un set da reality, dietro le quinte nemmeno nascosto c’è Giammarinaro, pronto ad applaudire e a ricordare che tutto è merito suo.
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