13
apr
09

La Campana: regia di Liborio Ciacio

Il movimento La Campana è uscito da qualche mese allo scoperto con il suo gruppo dirigente: Presidente Liborio Ciacio, vicepresidente Nicola Bambina, portavoce Sebastiano Siino e consigliere Francesco Melia. Hanno dichiarato in recenti interviste di non essere manovrati da pupari e di non essere nemmeno pupi.

Gira voce che il movimento abbia come regista Liborio Ciacio. E’ Così?
“Il movimento non è costituito da “pupi e pupari” ma da Uomini liberi che prestando la loro faccia la loro storia e la loro identità senza nulla rinnegare del passato, concorrendo a portare avanti idee e obiettivi che il movimento intende sposare. Liborio Ciacio è uno di questi e ad oggi è il Presidente.”

Sta di fatto che l’ex consulente esterno a pagamento del comune, il signor Liborio Ciacio, non riesce a star fermo senza creare danni al povero (si fa per dire) sindaco Giacomo Scala. Il suo movimento ha tapezzato da qualche settimana la città di manifesti contro l’aumento della Tarsu registratasi ad Alcamo con incrementi anche del 130%.

Scala, che è tuttora indagato per le consulenze Ciacio,Pipitone e Fundarò si ritrova quindi a dover gestire anche l’ex consulente (un pò ribelle a quanto sembra) che non soddisfatto dell’avviso di garanzia e il divieto di dimora che ha fatto beccare al sindaco, continua nella sua ars amatoria nei confronti dell’amministrazione.

L’invocazione sorge spontanea: “Senatore Papania, i bimbi litigano! Ci pensi Lei!”

13
apr
09

Scala parla del suo divieto di dimora

GUARDA IL VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=FVDk6eVIBWU

INTERVISTA DI MASSIMO PROVENZA,GIORNALISTA GDS

04
apr
09

Divieto di dimora ad Alcamo per il sindaco

Il sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, si è visto notificare un divieto di dimora per 15 giorni dal gip di Trapani Massimo Corleo.
Il provvedimento è stato emesso a conclusione di un’indagine condotta dalla polizia sulla nomina di tre consulenti esterni al Comune (Ciacio,Fundarò e Pipitone).
Giacomo Scala nei mesi scorsi aveva ricevuto un avviso di garanzia dove si ipotizzava il reato di abuso d’ufficio. Con lui è indagato anche il segretario comunale Cristoforo Recupati.

Aggiornamento: il provvedimento è stato revocato.

Fonte: Siciliainformazioni.com

24
gen
09

Alcamo: piccoli politici giochicchiano

Nasce il gruppo «Nuova presenza Verdi»
I consiglieri comunali Giuseppe Cammarata, Francesco Rimi e Giuseppe Campisi hanno costituito un nuovo gruppo consiliare denominato «Nuova presenza Verdi». In una nota si legge che il gruppo intende portare avanti diversi punti programmatici che l’amministrazione ha previsto nel programma elettorale. Capo gruppo è stato nominato Giuseppe Cammarata.

Si è costituito il Movimento democratico popolare «La campana»
Si è costituito il movimento Democratico Popolare «La campana». Politicamente si colloca al centro delle coalizioni. Portavoce è stato nominato Sebastiano Siino, un altro silurato dalla compagnia Scala-Papania. Nome migliore del movimento non si poteva scegliere. Ricorda tanto l’Udeur di Mastella, il partito del campanile. Originalità: 5 meno meno.

24
gen
09

Bartolo Pellegrino, sorvegliato speciale

pellegrino2

L’ex assessore regionale siciliano Bartolo Pellegrino e’ socialmente pericoloso e deve essere sottoposto alla misura della sorveglianza speciale per un periodo di quattro anni. La richiesta e’ stata avanzata ieri dal pubblico ministero di Trapani Andrea Tarondo. Pellegrino, finito in manette due anni fa nell’ambito di un’operazione antimafia, e’ attualmente imputato nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta su mafia ed appalti.

Gli inquirenti gli contestano di avere tentato di agevolare una speculazione edilizia per favorire alcuni imprenditori vicini alla mafia. Bartolo Pellegrino respinge le accuse: ”Sono sempre stato un politico onesto”, ha dichiarato nel corso del procedimento per l’applicazione della misura di prevenzione, ”Ho sacrificato la mia vita ed i miei affetti per il bene della Sicilia”. Pellegrino ha inoltre negato con forza di avere avuto rapporti con il boss Francesco Pace ed altri imprenditori che sarebbero stati coinvolti nella speculazione edilizia.

Secondo l’imprenditore Antonino Birrittella, che dopo l’arreso ha deciso di pentirsi e di collaborare con gli inquirenti, i due avrebbero avuto rapporti diretti. Pellegrino avrebbe incontrato personalmente Pace. L’ex assessore pero’ nega e sostiene di avere sempre combattuto il malaffare e la mafia. Una versione che, probabilmente, ribadira’ il prossimo 30 gennaio quando sara’ chiamato a rispondere alle domande del pubblico ministero Andrea Tarondo. L’ex assessore ha preannunciato che fara’ anche delle dichiarazioni spontanee.

In precedenza altri tre politici trapanesi hanno avuta applicata la sorveglianza speciale, il salemitano Pino Giammarinaro ed i trapanesi Francesco Spina e Francesco Canino.

FROM: AMARSALA.IT ; LA SICILIA

27
dic
08

Alcamo, i consulenti di Giacomo Scala lasciano

Tre consulenti nominati dal sindaco Giacomo Scala, Antonio Fundarò, Liborio Ciacio e Pipitone hanno lasciato i loro incarichi all’interno dello staff del primo cittadino. Tra dimissioni e revoche, sembra che ciò sia da collegare all’indagine in corso per la quale il primo cittadino ha ricevuto due avvisi di garanzia per il reato di abuso di ufficio, provvedimenti notificati anche al segretario comunale Ricupati e all’ex vice segretario Cascio. Secondo la magistratura, infatti, gli incarichi di consulenza non sarebbero stati conferiti nel rispetto delle norme.

26
dic
08

La famiglia Ruggirello, politica che odora

di Benny Calasanzio

ruggirello-paolo

Paolo Ruggirello è un altro figlio del padre. Il figlio del padre è una categoria che in Sicilia va forte, è un titolo che ti pone a dieci metri sugli altri. E come nella migliore tradizione politica, il padre del figlio, non è un filantropo o un grande statista, ma un individuo che gli inquirenti descrivevano come legato mani e piedi a cosa nostra. Con questi trascorsi volevate che il figlio non calcasse i banchi dell’Assemblea Siciliana? E infatti, ecco a voi l’onorevole Ruggirello al quadrato.

 

Della famiglia Ruggirello traccia un profilo spietato il professor Enzo Guidotto, consulente della Commissione Antimafia. “Soldi, voti e truffe. Paolo Ruggirello, figlio di Continua a leggere ‘La famiglia Ruggirello, politica che odora’

10
dic
08

I nuovi incarichi esterni del comune di Alcamo

salvadanaio

Incarichi esterni a pagamento? Ad Alcamo continuano senza sosta. Dopo le polemiche a causa della vicenda Liborio Ciacio ecco altre 3 novità.  Sono stati infatti conferiti, con Determinazione Sindacale n.123 del 26/11/2008, 3 incarichi a pagamento (5000 € lordi cad.uno) in tema di Por 2000/2006 progetto Risorsacqua Alcamo. I beneficiari sono:  il giornalista pubblicista Antonio Pignatiello (videosicilia), il giornalista pubblicista del gds Gianfranco Criscenti e infine il giornalista professionista Riccardo Vescovo. Ma tranquilli, queste somme sono niente in confronto a quelle percepite da Liborio Ciacio (3000 euro lordi al mese per tutto il mandato del sindaco Scala) e dal geometra Giuseppe Pipitone (altro cosulente esterno in tema di urbanistica) che si beccherà 12 mila euro lordi  in tutto fino a dicembre. Per dirla tutta poi è necessario citare anche  il responsabile servizio stampa in comunicazione pubblica e istituzionale del comune di Alcamo, dott. Antonio Fundarò, che ormai da anni è pagato con i soldi del comune per i suoi “servizi” a 1700 euro al mese (anche questo consulente vive finchè il sindaco vive). Facendo due conti e spolverando un pò l’etica della politica non era meglio forse assumere a tempo indeterminato un giornalista e un dottore commercialista e farli diventare impiegati comunali?  Perchè? Perchè  almeno si poteva sfatare la nota equazione alcamese: consulente esterno da pagare = amico di partito da ricompensare. Non si offendano Ciacio e Fundarò ai quali questo “giornale on line” augura ancora per tanti anni lauti stipendi pagati con i soldi di tutti gli alcamesi.

08
dic
08

Salemi, la mafia, Giammarinaro e Sgarbi

duefacce

Salemi è una città bellissima del Belice, carica di storia, cultura ed arte e crocevia di tante cose, tra cui gli intrecci tra mafia, politica, economia ed impresa, che sono poi quelli usati per governarla. Ultimamente è sempre più sotto i riflettori, complice il neo-sindaco che la portata alla ribalta.

Per decenni ai cittadini di Salemi era stato fatto credere che i potenti onesti della Sicilia fossero i cugini loro concittadini Ignazio e Nino Salvo. Stiamo parlando dei padroni delle esattorie  di mezza isola, e forse di più, in grado di far cadere i Governi, di Palermo quanto quelli di Roma sopratutto quando si metteva in discussione la percetuale degli introiti per la riscossione delle tasse. I funerali dei Salvo nella chiesa matrice di Salemi, prima Nino morto di un grave male e poi Ignazio ucciso dal piombo mafioso, esattamente 16 anni fa , furono la palese dimostrazione del potere esercitato da quella famiglia in tutta la Sicilia. Oggi per la verità la regia che guida il paese è altra, è quella che si presenta col volto dello show man per eccezione della tv del reality italiano, Vittorio Sgarbi.

Lui si è fatto vedere durante la campagna elettorale qualche giorno, al resto ci ha pensato Pino Giammarinaro l’ex deputato regionale della Dc capo degli andreottiani trapanesi, eletto nel 91 con 50 mila voti e costretto poi a darsi latitante per una indagine antimafia, assolto infine perchè nel frattempo entrò in vigore il giusto processo e i pentiti che lo avevano accusato durante l’istruttoria dinanzi al Tribunale decisero di fare scena muta. Giammarinaro è stato coinvolto in tante indagini sulla sanità siciliana, per essere stato per decenni capo di una delle più ricche Usl siciliane, quella di Mazara del Vallo, e sottoposto per 4 anni alla sorveglianza speciale. Uscito quasi indenne dalla sfilza di processi che lo hanno riguardato, il suo nome finisce sempre con il comparire nei rapporti antimafia del trapanese, l’ultima volta fu nei verbali dell’ex deputato Udc di Alcamo Norino Fratello che disse di essere stato convocato da Giammarinaro per rendere merito (soldi alla mano) all’altro deputato Udc David Costa che grazie alla sua opzione gli aveva aperto nel 2001 le porte del Parlamento Regionale.

Alle ultime regionali Giammarinaro ha deciso di uscire dall’ombra e si è posto al fianco del presidente dell’Ordine dei Medici di Trapani, Pio Lo Giudice, risultato unico eletto dell’Udc trapanese all’Ars. Durante la campagna elettorale Giammarinaro non ha mai mollato Lo Giudice stando sempre al suo fianco, finendo spesso gli incontri elettorali raccontando una novella siciliana, quella dello “zio Calò” che un giorno davanti a tante persone ebbe a presentare un deputato suo amico, dandogli già dell’«ex» perchè durante il mandato non era stato al suo fianco. Lui lo aveva fatto eleggere e lui decideva di togliergli la poltrona. Così che Lo Giudice sapesse quale era la regola di fedeltà da rispettare.

Dopo le regionali nel trapanese ci sono state le amministrative, ed ecco che Giammarinaro ha preso le chiavi della città e le ha consegnate a Vittorio Sgarbi, elezioni facili facili da vincere. Da allora ad ogni iniziativa di Sgarbi che sta trasformando Salemi in un set da reality, dietro le quinte nemmeno nascosto c’è Giammarinaro, pronto ad applaudire e a ricordare che tutto è merito suo.

07
dic
08

Pietro Pellerito lascia l’UDC

pietro-pellerito

Dopo le indagini di mafia che lo hanno visto coinvolto il 27 ottobre scorso, Pietro Pellerito (consigliere provinciale a Trapani) ha deciso di mollare il suo partito, l’UDC. Il motivo? Secondo il consigliere alcamese non ha avuto altro che poche pacche sulle spalle e nessun attestato di stima, solidarietà. A un giornale locale ha dichiarato: “Scala, raggiunto da un avviso di garanzia 10 volte superiore al mio (abuso d’ufficio) per avere incaricato come consulente (con i soldi pubblici) un esperto che non aveva i “titoli”, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ed incassa la solidarietà dei suoi. A me invece non è accaduto nulla di tutto questo. Il mio partito è rimasto silente. E siccome quando in una coppia per stare bene bisogna essere in due, ho deciso di fare la mia scelta. L’Udc non mi merita,o io non merito l’Udc”.

Davvero strano il comportamento dell’UDC. E’ stato scritto e detto centinaia di volte che il partito erede della gloriosa DC è da sempre legato a personaggi in odor di mafia. Candidano condannati anche per mafia, indagati, latitanti e poi non esprimono la loro solidarietà al povero infermiere politico, che dice di non c’entrarci nulla.

Una volta nell’UDC con una condanna si faceva carriera (si finiva perfino in parlamento), ora invece neanche un attestato di solidarietà. I tempi cambiano.

Tra le persone coinvolte nell’operazione antimafia di ottobre c’è anche un medico dell’ospedale di Alcamo, Angelo Calandra. Il medico, sollecitato da Pietro Pellerito, infermiere presso lo stesso ospedale e consigliere provinciale dell’UDC, anche lui finito sotto inchiesta, avrebbe distrutto e sostituito un certificato medico rilasciato a un operaio della Medicementi, la ditta di calcestruzzi di Alcamo controllata dal clan alcamese.  L’operaio, formalmente licenziato, ma in realtà dipendente dell’impresa, aveva avuto un incidente sul lavoro. Temendo conseguenze con l’Inail, Liborio Perrone, uno dei prestanome dei boss titolari della azienda, avrebbe chiesto a Pellerito di sostituire il certificato che attestava l’incidente. Pellerito si è dunque rivolto al medico e l’incidente sul lavoro è diventato incidente stradale. Per la vicenda Calandra è indagato per falso.

In precedenza Pellerito era stato al fianco dell’ex deputato regionale Norino Fratello. Assieme a lui aveva fondato il movimento “I Moderati”, nato dopo il patteggiamento dello stesso Fratello perché coinvolto in un’inchiesta antimafia. Ora resta fuori dall’UDC ma comunque sempre in consiglio comunale nel gruppo misto.